
Quando cerco un significato per le parole e queste non hanno niente da dirmi, la serie incalcolabile di possibilità, la torsione straziante e impaziente di colmare i vuoti, i silenzi saturi di promesse non mantenute. Allora, solo allora, preme prepotentemente la diabolica pulsione all’autoreferenza inconcludente, come se un missionario aiutasse se stesso. Le leggi che governano il mio universo non valgono più, le rovescio, le rendo vane e inutili, le riscrivo. Cerco le parole per rivestire nuovi significati ridotti a pochi ed essenziali postulati, proclami chiari e forti che svuotano con una calma insolente le residue sacche di resistenza. La lingua batte, dove l’insensato vuole.
A presto!
@freitag: non va così male dopotutto, comunque grazie del pensiero.
Alla prossima.