martedì 14 luglio 2009

IO, PREFERIREI DI SI!



Col passar dei giorni mi riconciliai quasi con Bartleby. La sua regolarità, il fatto che fosse immune da qualsiasi forma di dissipazione, la sua operosità incessante ( tranne nei momenti in cui, stando in piedi, si metteva a fantasticare dietro il suo paravento) , la sua calma assoluta, il suo temperamento inalterabile uniforme in ogni circostanza, lo rendevano un acquisto prezioso. Intanto, c'era sempre: il primo al mattino, presente tutto il santo giorno, l'ultimo a uscire la sera. Nutrivo assoluta fiducia nella sua onestà, sentico che i miei più preziosi documenti erano perfettamente al sicuro nelle sue mani. Per dire la verità, qualche volta non riuscivo, per quanti sforzi facessi, a non lasciarmi cogliere da un improvviso accesso d'ira contro di lui. Perché era molto difficile tenere presenti tutti quei suoi strani capricci, privilegi e incredibili esenzioni, che costituivano il tacito accordo, in base al quale Bartleby aveva acconsentito a rimanere nel mio ufficio. Di tratto in tratto, nella fretta di sbrigare qualche faccenda urgente, senza pensarci ordinavo a Bartleby, con tono rapido e sbrigativo, di schiacciare, per esempio, la punta del dito su una fettuccia rossa, con cui stavo per legare un pacco di documenti. Naturalmente, da dietro il paravento, si udiva la solita risposta: Preferirei di no!

1 Riflessi:

costanza ha detto...

preferirei be fi!