
Ismaele La Balena
martedì 8 giugno 2010
giovedì 10 dicembre 2009
BING

Tutto noto tutto bianco corpo nudo bianco un metro gambe aderenti come cucite. Luce calore suolo bianco un metro quadrato mai visto. Muri bianchi un metro per due soffitto bianco un metro quadrato mai visto. Corpo nudo bianco fisso solo gli occhi appena. Tracce intrico grigio pallido quasi bianco su bianco. Mani pendenti aperte palmo avanti piedi bianchi talloni uniti angolo retto. Luce calore facce bianche radianti. Corpo nudo bianco fisso hop fisso altrove. Tracce intrico segni senza senso grigio pallido quasi bianco. Corpo nudo bianco fisso invisibile bianco su bianco. Solo gli occhi appena azzurro pallido quasi bianco. Testa globo in alto occhi azzurro pallido quasi bianco fisso avanti silenzio dentro. Brevi mormorii appena quasi mai tutti noti. Tracce intrico segni senza senso grigio pallido quasi bianco su bianco. Gambe aderenti come cucite talloni uniti angolo retto. Solo tracce irrisolte date nere grigio pallido quasi bianco su bianco. Luce calore muri bianchi radianti un metro per due. Corpo nudo bianco fisso un metro hop fisso altrove. Tracce intrico segni senza senso grigio pallido quasi bianco. Piedi bianchi invisibili talloni uniti angolo retto. Solo gli occhi irrisolti dati azzurri azzurro pallido quasi bianco. Mormorio appena quasi mai un secondo forse non il solo. Dato rosa appena corpo nudo bianco fisso un metro bianco su bianco invisibile. Luce calore mormori appena quasi mai sempre uguali tutti noti. Mani bianche invisibili pendenti aperte palmo avanti. Corpo nudo bianco fisso un metro hop fisso altrove. Solo gli occhi appena azzurro pallido quasi bianco fisso avanti. Mormorio appena quasi mai un secondo forse un esito. Testa globo in alto occhi azzurro pallido quasi bianco bing mormorio bing silenzio. Bocca come cucita filo bianco invisibile. Bing forse una natura un secondo quasi mai questo nel ricordo quasi mai. Muri bianchi ciascuno una traccia intrico segni senza senso grigio pallido quasi bianco. Luce calore tutto noto tutto bianco invisibili intersezioni delle facce. Bing mormorio appena quasi mai un secondo forse un senso questo nel ricordo quasi mai. Piedi bianchi invisibili talloni uniti angolo retto hop altrove non un suono. Mani pendenti aperte palmo avanti gambe aderenti come cucite. Testa globo in alto occhi azzurro pallido quasi bianco fisso avanti silenzio dentro. Hop altrove dove da sempre se no si saprebbe. Solo gli occhi soli irrisolti dati azzurri fori azzurro pallido quasi bianco solo colore fisso avanti. Tutto noto tutto bianco facce bianche radianti bing mormorio appena quasi mai un secondo tempo siderale questo nel ricordo quasi mai. Corpo nudo bianco fisso un metro hop fisso altrove bianco su bianco invisibile cuore respiro non un suono. Solo gli occhi dati azzurri azzurro pallido quasi bianco fisso avanti solo colore soli irrisolti. Invisibili intersezioni delle facce una sola radiante bianca all'infinito se no si saprebbe. Naso orecchi fori bianchi bocca filo bianco come cucita invisibile. Bing mormorii appena quasi mai un secondo sempre uguali tutti noti. Dato rosa appena corpo nudo bianco fisso invisibile tutto noto fuori dentro. Bing forse una natura un secondo con immagine stesso tempo un po' meno azzurro e bianco nel vento. Soffitto bianco radiante un metro quadrato mai visto bing forse qui un esito un secondo bing silenzio. Solo tracce irrisolte date nere intrico grigio segni senza senso grigio pallido quasi bianco sempre uguali. Bing forse non solo un secondo con immagine sempre uguale stesso tempo un po' meno questo nel ricordo quasi mai bing silenzio. Cadute rosee appena unghie bianche risolte. Lunghi capelli caduti bianchi invisibili risolti. Invisibili cicatrici stesso bianco delle carni ferite rosee appena in passato. Bing immagine appena quasi mai un secondo tempo siderale azzurro e bianco nel vento. Testa globo in alto naso orecchi fori bianchi bocca filo bianco come cucita invisibile risolta. Solo gli occhi dati azzurri fisso avanti azzurro pallido quasi bianco solo colore soli irrisolti. Luce calore facce bianche radianti una sola radiante bianca all'infinito se no si saprebbe. Bing una natura appena quasi mai un secondo con immagine stesso tempo un po' meno sempre uguale azzurro e bianco nel vento. Tracce intrico grigio pallido occhi fori azzurro pallido quasi bianco fisso avanti bing forse un senso appena quasi mai bing silenzio. Bianco nudo un metro fisso hop fisso altrove non un suono gambe aderenti come cucite talloni uniti angolo retto mani pendenti aperte palmo avanti. Testa globo in alto occhi fori azzurro pallido quasi bianco fisso avanti silenzio dentro hop altrove dove da sempre se no si saprebbe. Bing forse non solo un secondo con immagine stesso tempo un po' meno occhio nero e bianco socchiuso lunghe ciglia supplichevole questo a memoria quasi mai. In lontananza tempo lampo tutto bianco risolto tutto in passato hop lampo muri bianchi radianti senza tracce occhi colore ultimo hop bianchi risolti. Hop fisso ultimo altrove gambe aderenti come cucite talloni uniti angolo retto mani. pendenti aperte palmo avanti testa globo in alto occhi bianchi invisibili fisso avanti risolti. Dato rosa appena un metro invisibile nudo bianco tutto noto fuori dentro risolto. Soffitto bianco mai visto bing in passato appena quasi mai un secondo suolo bianco mai visto forse così. Bing in passato appena forse un senso una natura un secondo quasi mai azzurro e bianco nel vento questo nel ricordo mai più Facce bianche senza tracce una sola radiante bianca all'infinito se no si saprebbe. Luce calore tutto noto tutto bianco cuore respiro non un suono. Testa globo in alto occhi bianchi fisso avanti vecchio bing mormorio ultimo forse non il solo un secondo occhio appannato nero e bianco socchiuso lunghe ciglia supplichevole bing silenzio, hop risolto.
FONTE: S. Beckett - Teste-Morte, Einaudi 1968. Trad. V. Fantinel G. Neri
sabato 5 dicembre 2009
IL FANTASMA E L'UOMO SOTTO LA DOCCIA.

“Sono gli attimi a cambiare la vita delle persone. Un attimo prima eri qui: ora non ci sei più, bella scoperta davvero. Ma, quando è avvenuto il cambiamento? L’attimo prima o l’attimo dopo?”
Cercavo di non fargli pesare più del dovuto la sua nuova condizione, in fondo mi sembrava un gesto di pietà necessario affinché trovasse il modo di perdonarmi l’ennesimo scherzo da fantasma annoiato in cerca di nuove compagnie.
Decisi di raccontargli, nel dettaglio, i suoi ultimi attimi di vita, di attenuare lo sgomento che tracimava secco dalle sue pupille da fantasma fresco di giornata.
“Vediamo un po'… dunque, un attimo fa eri nella vasca da bagno e canticchiavi sotto la doccia l’ultima canzoncina stupida di Alex Britti e, tra una stecca e l’altra, bestemmiavi come una fogna in un giorno di pioggia all’indirizzo della caldaia che, guarda caso, fino ad un attimo prima scaldava l’acqua alla giusta temperatura, e poi si arrendeva ad un innocuo refolo di vento, caldo, regalandoti la piacevole sensazione di una raffica di acqua gelida. Hai addirittura pensato che forse era il caso di cambiare canzone. Sai benissimo che il minimo della pena per chi canta le canzoni di Britti è di rimanere senza acqua calda nel bel mezzo del risciacquo, quando ancora completamente insaponato non puoi fare altro che aspettare che quella maledetta caldaia riprenda a lavorare, con quello che ti è costata! Per un attimo hai rimpianto il caro vecchio scaldabagno e visto che c’eri ti sei abbandonato al ricordo dei morti di tutti quelli che ti hanno sempre detto che con l’impianto autonomo si risparmia e non si inquina, perché il metano è pulito e costa poco: costa poco? Considerando il fatto che quando cominci a bestemmiare ci prendi gusto, ti sei fatto del male ripensando all’ultima bolletta del gas: conguaglio di fine anno euro quattrocentosessantotto. E ti sei chiesto come fosse possibile, sono più le volte che non funziona la maledetta. Hai aspettato, l’attimo fatale, l’istante dolce e godurioso in cui, finalmente, la pelle, ormai da cappone, evrebbe assaporato il tiepido impatto di una goccia quasi calda e ci hai creduto, perché quella goccia non poteva essere sola, presto sarebbero arrivati i rinforzi.
Sì, siii, era calda, caldissima, un flusso continuo e costante che ti avvolgeva, ti stringeva, ti avviluppava con forza e si portava via tutta la schiuma carica di sudiciume e peli, pubici e non. E tu, pazzo di gioia, hai ripreso a cantare Britti, col pisello nella mano sinistra a mo’ di manico di chitarra, mentre con la destra ti lanciavi in formidabili scale blues degne di B.B. King pizzicandoti le palle e allora hai attaccato con il repertorio di Rocki Roberts: "Vorrei la pelle nera" e "Dieci ragazze per me". E malgrado lo specchio del bagno fosse completamente appannato dai vapori, ugualmente non hai potuto fare a meno di constatare quanto fossi coglione e che sarebbe stato il caso di finirla quella pagliacciata.
Ma - c’è sempre un ma nelle storie, belle o brutte che siano – con la 'chitarra' in mano, sotto la doccia, il tuo pezzo forte è sempre stato il grande Elvis, ti sei aggiustato il ciuffo e via: «Elvis» - pausa - «the pelvis» - roteata del bacino - «in the Mem…», in quell’attimo preciso uno dei piedi, non importa quale, sicuramente quello d’appoggio, ha perso l’appoggio e nello stesso attimo in cui la tua nuca si è schiantata sul rubinetto di acciaio cromato hai avuto soltanto il tempo di pronunciare l’ultima sillaba della tua vita – «phis». Tutto questo, un attimo prima: questo è tutto, un attimo dopo, caro mio.”
Mi sembrava che avesse colto il senso delle mie parole, era più tranquillo, magari col tempo saremmo diventati amici ed io gli avrei raccontato come avessi spento la caldaia e forse anche che, sempre io, avevo tolto da sotto i suoi piedi il tappetino antiscivolo. Sono sicuro, avrebbe capito, in fondo non c’era niente di personale e solo che a me Alex Britti proprio non mi piace.
